Officine SD

This post is also available in: Tedesco, Inglese

Summer Drafts torna per lanciare a Bolzano una nuova sfida: progettare la prossima edizione del festival della ‚Äúvivacit√† trasversale‚ÄĚ in maniera partecipata. Officine SD √® il nome di questo cantiere culturale che coinvolge attivamente tutti coloro che desiderino aderire, migranti, altoatesini o visitatori che siano, nel immaginare, ideare, proporre e discutere il festival multiculturale dei propri sogni. Quello che Summers Drafts ha voluto avviare √® un percorso, relazionale, di riflessione, in costante divenire e piacevolmente imprevedibile, il cui fine √® una progettazione culturale che affondi le sue radici nel vissuto, nei desideri, nelle suggestioni, nei bisogni di chi si trova a far parte nell’attuale dna sociale, caratterizzato dall‚Äôincontro di culture diverse riflesse nelle dinamiche interpersonali di ogni giorno.

Dopo la prima edizione di Summer Drafts del 2008 in cui gli artisti invitati hanno dato l’avvio a questo nuovo modo di aggregazione informale e partecipata, e dopo la seconda edizione del 2010 in cui i temi affrontati con gli artisti nascevano da suggestioni delle stesse associazioni partecipanti, con Officine SD chi desidera contribuire attivamente alla formulazione della prossima edizione del festival √® invitato a partecipare alle conversazioni che emergeranno nella mailing list Corrispondenze, portando le proprie idee o i propri bisogni legati a temi di differenza culturale, migrazione, organizzazione o ad altre urgenze vissuta. Queste conversazioni diverranno il punto di partenza per i due workshop che si terranno a Bolzano in autunno, guidati rispettivamente dall’organizzazione Antigona Procesos Participativos di Madrid e dal centro NGO Clinic di Londra. Un’occasione da non perdere per portare il proprio punto di vista nel modo di affrontare, di sentire e pensare argomenti a volte problematici, ma legati ad un vissuto condiviso.

L’ambizione spudoratamente covata dal festival della ‚Äúvivacit√† trasversale‚ÄĚ √® quella di generare una partecipazione che non pretenda di ignorare e prescindere dalle differenze sociali, culturali, di genere, ma che, attraversandole, promuova una nuova attivazione consapevole e viva della cittadinanza nei processi organizzativi sociali e culturali.